roberto guidi

 

Nel 1989 Roberto Guidi vendeva fotocopiatrici e pc a un cliente il quale era uno dei maggiori confezionisti di pantaloni denim del Centro Italia. Parlando con lui, Roberto scopre i trattamenti e delle nuove tecniche dello stone washing e si appassiona. Dopo pochissimo tempo, si trova con una nuova carriera nella ricerca dei trattamenti.

Roberto passò i tre anni successivi in una lavanderia industriale provando e sperimentando nuove tecniche di lavaggio, spruzzo e spazzolatura del denim. Cambiò azienda e si spostò sulla maglieria per esplorare come i trattamenti studiati per il denim potessero essere applicati anche in quel settore. A Rimini, lavorò per uno studio di progettazione abbigliamento e jeans che collaborava con diversi designers e proprio in quel periodo ci fu l’incontro con l’azienda che da lì a poco iniziò a produrre HIGH.

 

process

 

Durante il lavoro in HIGH, Roberto è diventato un maestro nella tecnologia del tessuto e le lavanderie sono diventate per lui un laboratorio nel quale il tessuto e i capi di abbigliamento di ogni genere vengono reinventati e trasformati. Le macchine a laser, usate originariamente per simulare la sfumare “vintage”, sono state impiegate per creare pattern, rigature o motivi a fantasia.

 

skirt

 

Il denim, il cotone e la lana sono stati floccati per creare un effetto velluto, laccati, laminati e ricoperti per un effetto pelle. Ci sono gli effetti gomma, silicone e pittura; applicato a mano, con spray o con lo stencil. Roberto ha lavorato il denim in ogni tonalità di colore, dal blu notte all’azzurro più chiaro fino al blu petrolio e il blu royal, utilizzando qualsiasi tintura, lavaggio o risciacquo. I tessuti e anche i capi finiti sono stati distrutti, rovinati, ricostruiti e rammendati.

Durante la progettazione di una collezione, Claire Campbell, gli ha richiesto di replicare una superficie di metallo arrugginita da applicare su un parka militare. Roberto ha sovratinto il capo, modificato il colore applicando della candeggina con una spugna e rifinito con due tonalità spray.

Per la collezione HIGH SS18, Claire ha richiesto per un pattern floreale dall’inspirazione vintage da inserire in modo sparso su un tessuto indaco di cotone con trattamento al laser. Per la stessa collezione, Roberto ha sviluppato un processo tie-dye completamente manuale nel quale ogni capo è un pezzo unico, diverso dagli altri.

Recentemente ci sono stati i trattamenti 3D con resina, che conferiscono al tessuto un effetto stropicciato e permette alle pieghe di mantenere la loro forma nonostante i lavaggi. Ora ci sono anche disponibili dei denim super-leggeri, per l’attività sportiva e dei denim eco-friendly… l’evoluzione continua. 

Al momento, per Roberto, il denim ha raggiunto il suo apice; per lui il miglior denim è quello più autentico, grezzo e color indaco: Il denim cimosato giapponese che è estremamente costoso perché prodotto utilizzando dei telai di vecchia generazione, ma anche morbido e duraturo con la particolarità di essere molto dispendioso da utilizzare perché basso in larghezza.

“C’è bisogno di tempo per indossare un paio di jeans per renderli VERAMENTE tuoi".