Carl Bengtsson, inizialmente indeciso sul sentiero da imboccare, si avvicina al mondo della fotografia grazie alla madre di una sua amica che il caso volle fosse una fotografa in cerca di unassistente.  

Per lo più autodidatta, Carl tuttora senza badar troppo allo studio della tecnica dichiara: “Non m’interessa e so a malapena come funziona la macchina fotografica”Ciononostante, in termini di creazione d’immagini, impara sempre qualcosa di nuovo ogni qualvolta la prende in mano e afferma: “Non ho davvero idea di quel che può accadere, ogni volta è un’esperienza nuova”. 

Per Carl, i rapporti interpersonali sono uno degli aspetti più significativi del suo lavoro: attraverso i viaggi, la costante ricerca, lo sviluppo e la condivisione di momenti e linguaggi visiviinstaura coi propri soggetti intense connessioni.

Quando inizio a scattare, anche se si tratta di qualcuno che vedo per la prima volta, si stabilisce improvvisamente una connessione e s’innesca uno spettacolo condiviso unico”.

 

Dopo avergli chiesto quanto le sue origini svedesi abbianoinfluenzato il suo approccio creativo, Carl risponde di essere assolutamente consapevole della nomea che hanno gli scandinavidi essere malinconici, ed egli trascorre gran parte del suo tempo insieme al suo assistente Jacob, anche lui svedese, lavorando in totale silenzio, “come in un monastero. É una peculiarità cui Carl da valore, l’introspezione consente di identificare in profondità i suoi soggetti, catturandone al contempo l’aspetto esteriore

Quest’approccio scandinavo all’estetica, è condiviso anche da Claire Campbell, fondatrice e direttrice creativa di HIGH, con la quale Carl collabora assiduamente

La straordinaria creatività di Claire, si mescola con il pragmatismo tipico del Nord Europa. Nel corso della sua carrieraha sempre tratto molta ispirazione dagli abiti da lavoro, soprattutto quelli con specifiche funzionalitàin grado di adattarsi a determinati luoghi e condizioni climaticheInevitabilmente dunque, la Scandinavia ha ispirato le collezioni HIGH, oltre ad essere la meta prescelta didiverse campagne pubblicitarie


Per Carl lavorare con Claire è un’esperienza particolarmente gratificante: La pensiamo allo stesso modo, e capita raramente con i miei clientiSia io che Claire siamo da sempre attratti dalla bellezza

La loro collaborazione è chiaramente fatta di fiducia in termini creativi e di rispettoClaire è davvero audace…” – afferma Carl - Lei va dritta per la sua strada e questo è altrettanto raro. Ogni volta che lavoriamo insieme, diventiamo entrambi un po’ più audaci”

Sebbene la forza e la singolarità di quest’approccio, il loro lavoro è spesso dettato dall’istinto, che li porta senza preavviso a cambiare radicalmente le cose. Questa spontaneità è stata resa possibile da un codice visivo coltivato negli anni e ulteriormente facilitato dalla tecnologia attuale. 

Carl prende atto che l’avvento della tecnologia digitale ha totalmente rivoluzionato la natura e lo sfruttamento dell’immagine, ma la sua ricerca della bellezza è una passione ardente e implacabile. Come lui stesso dichiara “ Sento ancora quel fuoco che brucia…”.

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